11 dicembre 2005

Quando telethon diventa TELEMORT !!!


Leggete qui un bell'esempio di come sono stati usati i soldi delle vostre donazioni

Siete mai andati a fondo per sapere che tipo di ricerche e quali grandi risultati si ottengono con i soldi di Telethon? Ce lo spiega - involontariamente - un articolo apparso sul Sole 24-Ore, giornale della Confindustria e quindi al di sopra di ogni sospetto "antiscientifico".

Ricerca - speranze per la distrofia - con le staminali ricostruiti nei topi i muscoli malati.
Questo è il titolo di un articolo apparso venerdì 11 luglio 2003 sulla pagina delle scienze del Sole-24 Ore.
Si tratta di una ricerca finanziata tra gli altri anche da Telethon.Dall'articolo è assolutamente chiaro come questo studio sia privo di rilevanza scientifica non solo per gli umani, ma anche per i topi stessi! Questo viene ammesso nell'articolo, ma allo stesso tempo si plaude
ai finanziamenti di questa associazione, che consentiranno di continuarlo. Continuando così lo spreco di denaro e risorse che potrebbero davvero aiutare i malati. Si tratta di un caso che ben esemplifica questo genere di ricerche: esaminiamolo.
Dall'articolo emerge che le cellule staminali sono riuscite a riparare i muscoli di topi malati di distrofia muscolare. Prelevandole dai vasi sanguigni, coltivandole in laboratorio, correggendole con inserimento
del gene sano (negli animali malati è mutato) e reiniettandole nei
topi stessi, ricercatori dell'Istituto San Raffaele, dell'Università di
Roma (La Sapienza), di Pavia, dello Iowa (USA) e del Policlinico di
Milano sono riusciti a riparare i muscoli distrutti dalla malattia.
Nell'articolo leggiamo:
"Sono convinto dell'importanza di questi risultati - ha detto Giulio
Cossu direttore dell'istituto per le cellule staminali del San Raffaele e
coordinatore dello studio - anche se non è ancora una terapia, né
per i topi né per i pazienti. [...] Gli animali usati erano geneticamente
uguali (come fossero tutti gemelli), creati per essere affetti da una
forma indotta di distrofia di cingoli (colpisce spalle e anche).
Bisognerà dunque valutare la bontà della cura su animali geneticamente
differenti (perché la variabilità genetica implica una diversità
di risposta) e più grandi: i muscoli di topi hanno le dimensioni di
un'unghia, e nell'uomo ci sono molte più cellule da riparare; inoltre
il vettore che serve per inserire nelle cellule il gene sano, il lentivirus,
potrebbe essere pericoloso per l'uomo."

In sintesi l'esperimento è condizionato dal fatto che:


  1. i topi erano tutti identici; questi topi sono geneticamente diversi da altri topi: quel che funziona per loro potrebbe non funzionare per niente su altri animali della loro stessa specie!
  2. i topi sono diversi da animali di altre specie (uomo compreso,ovviamente);
  3. la malattia era indotta ed era di un tipo particolare;
  4. il lentivirus, che permette di trasportare il gene sano, potrebbe essere pericoloso per l'uomo!
In pratica di certo per ora c'è solo l'annuncio di una valanga di altri
esperimenti (con la relativa sofferenza e morte) su altri animali.

Proseguiamo: "Per i malati, purtroppo, per ora non cambia niente.
Prima di poter iniziare a sperimentare sull'uomo, bisognerà continuare
a studiare per almeno cinque anni, se tutto va bene - e non
succede quasi mai."

Ecco la realtà: risultati concreti per i malati, "per ora" zero; e "per
poi"? Minimo cinque anni, se tutto va bene, ma non succede quasi
mai! Niente male per un esperimento che riceve tanto rilievo sulla
stampa. Ed ora la sorpresa.

"Ma la volontà non manca. Per trasformare questi risultati in quella
che un giorno potrebbe diventare una cura per una malattia fino a
oggi contrassegnata da una lunga serie di fallimenti terapeutici,
Telethon - già finanziatrice dal 1991, con 800.000 Euro ( fra gli altri
sostenitori anche la Fondazione Zegna e la Compagnia Il San Paolo)
- ha deciso di investire 1.300.000 euro in sei progetti pre-clinici: a
partire da questo studio i ricercatori cercheranno di mettere a punto
un percorso di terapia genica, farmacologica e cellulare per curare,
un giorno, la distrofia."

E’ così chiudiamo in bellezza: la definizione "lunga serie di fallimenti
terapeutici" inquadra bene il valore effettivo di tutti gli
esperimenti su animali che regolarmente li precedono.

Eppure il Sole 24-Ore non è certo un giornale "disfattista" o contro il
progresso scientifico, avendo come azionista di riferimento
Confindustria (di cui fa parte anche Farmindustria).

Quali sono quindi le uniche certezze immediate che emergono da
esperimenti come quello descritto? Grave sofferenza e morte per gli
animali e lustro per i ricercatori che - questo articolo ne è una lampante
dimostrazione - con la pubblicazione delle loro ricerche e la
divulgazione di questi risultati, sulla cui importanza lasciamo a voi
ogni considerazione, riescono comunque a far crescere il loro prestigio
nel mondo scientifico; inoltre questo può spalancare la porta -
sempre come dimostra questo articolo - all'arrivo di ingenti finanziamenti
per il loro lavoro.

Chissà come mai la constatazione sulla lunga serie di fallimenti
terapeutici sulle cure per questa malattia non appare particolarmente
evidenziata nelle campagne di Telethon.



La campagna Ricerca senza Animali è promossa dai Medici Internazionali, associazione che conta migliaia di iscritti, membri della comunità scientifica internazionale.
Il testo di questo articolo è stato tratto dal Notiziario Animalista dell'agosto 2003 (www.notiziarioanimalista.it).
Si ringrazia l'editore per la gentile concessione e per l'ottimo lavoro!

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